FASHION & VINTAGE: REALTÀ A CONFRONTO.

Col passare del tempo abbiamo assistito all’evolversi della moda e con essa anche al cambiamento dei nostri gusti e delle nostre abitudini ad essa legati. L’avvento nel nostro Paese di uno dei più grandi fenomeni economico-sociali dell’epoca, definito come consumismo, ci ha lentamente abituato al bisogno di acquistare, quasi in modo compulsivo, sempre più accessori o capi di abbigliamento fast fashion. Spesso questi ci conformano alla massa e ciò può non solo farci perdere la nostra identità ma anche l’unicità rappresentata da ogni singolo vestito che indossiamo e dal modo di indossarlo.

L’abbigliamento fa parte delle forme di espressione personali più particolari e diffuse in quanto è capace di rappresentare ognuno per i suoi gusti e per le proprie scelte stilistiche, lasciando tutti liberi di condividerle con le persone che ci circondano e, perché no, anche di ispirarle. Il vestiario è un potente mezzo per creare una diversità molto ricca che però ha la contrapposta abilità di uniformare le persone.

La scelta di dare un’identità o un legame personale ai nostri indumenti al posto di omologarli nel nostro armadio insieme agli altri presenti sugli scaffali delle grandi catene fast fashion dipende da NOI!

Negli ultimi anni sono nate molte possibilità sostenibili per il riutilizzo dei nostri pezzi non più desiderati. Attraverso siti online, social, applicazioni e store fisici possiamo regalare, in cambio di buoni promozionali o per beneficenza, oppure vendere i vestiti ormai inutilizzati.

Nell’ultimo decennio la moda fast fashion ci ha abituato al comodo shopping di abbigliamento economico e standard ponendo sempre meno attenzione alla qualità del prodotto; questa abitudine ha poco a poco abbattuto l’unicità e l’originalità di un capo o di un accessorio che acquistavamo dopo un accurata ricerca tra i differenti negozi per trovarlo.

Ad oggi è fortunatamente possibile trovare dei veri e propri pezzoni anche con un modesto budget grazie a tanti store come il nostro in cui si riportano in vita vestiti ed accessori vintage. Amiamo il nostro lavoro perché la sezione di capi unici nel loro genere aiuta ognuno di noi ad esprimere al meglio la propria personalità e il proprio stile così da dare ad ogni abito un valore aggiuntivo e personale, che va oltre a quello classicamente materiale.

Il panorama della moda fast fashion punta tutto sulla velocità di produzione e sulla quantità di vendita. Questo è contribuisce indubbiamente all’aumento di inquinamento e di disastri ambientali.

Tuttavia, oltre al vintage, il futuro è ricco di potenziali iniziative come la possibilità di affittare gli outfit, anche non di alta moda, per un determinato periodo di tempo. Il tutto ad un prezzo più accessibile rispetto alla tradizionale compravendita che noi tutti conosciamo e siamo abituati ad utilizzare. Questo interessante aspetto innovativo, che negli Stati Uniti è già diffuso per i capi di lusso ed è noto come fashion renting, porterebbe alla continua perdita di identità di ognuno dei capi affittati ma allo stesso tempo contribuirebbe anche alla diminuzione della grande quantità di nuovi pezzi prodotti, riducendo enormemente così le forme di inquinamento associate alla loro produzione.

Insomma, l’affitto degli abiti potrebbe essere una vera e propria forma di eco-sostenibilità efficiente, fattore a cui il mondo della moda sta dando sempre più voce!

L’acquisto di capi vintage e il fashion renting possono portarci ad un migliore approccio ambientale, e anche a salvarci il portafoglio, senza dover rinunciare alla propria unicità e libertà di espressione.

 

Scritto da Federico Roasio

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